
Attivi dal 15 dicembre: cosa devono sapere gli automobilisti prima di pagare la multa
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Dal 15 dicembre sono ufficialmente attivi i nuovi autovelox fissi installati a Roma sulla Tangenziale Est (via del Foro Italico) e su viale Isacco Newton.
I primi dati diffusi parlano chiaro: oltre 1.500 multe al giorno nei primi giorni di pieno funzionamento, numeri che hanno immediatamente acceso l’attenzione degli automobilisti romani, molti dei quali riceveranno delle spiacevoli sorprese sotto l’albero di Natale.
Si tratta di quattro dispositivi entrati in funzione dopo una fase di sperimentazione e pre-esercizio, collocati in punti strategici della viabilità cittadina, dove il limite di velocità è fissato a 70 km/h.
Due autovelox sono posizionati sulla Tangenziale Est, uno in direzione San Giovanni e uno in direzione Stadio Olimpico, mentre gli altri due si trovano su viale Isacco Newton, in entrambe le direzioni di marcia, all’altezza del vicolo di Papa Leone.
Secondo quanto dichiarato dall’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, l’obiettivo dell’amministrazione è quello di ridurre la velocità media dei veicoli e, di conseguenza, il numero e la gravità degli incidenti stradali.
Durante il solo periodo di pre-esercizio, nel mese di novembre, i quattro varchi avevano già “fotografato” migliaia di potenziali infrazioni al giorno, con percentuali di superamento del limite particolarmente elevate sulla Tangenziale Est.
Autovelox a Roma: perché stanno facendo così tante multe?
I dati parlano quindi di una percentuale significativa di veicoli che supera i limiti consentiti, in alcuni casi oltre l’8% dei passaggi monitorati, con punte superiori all’11%. È quindi prevedibile che, con l’attivazione definitiva dei dispositivi, molti automobilisti riceveranno a breve verbali per eccesso di velocità relativi a questi tratti stradali.
Proprio per questo motivo è fondamentale chiarire un aspetto spesso sottovalutato: ricevere una multa da autovelox non significa automaticamente che la sanzione sia legittima. Prima di procedere al pagamento, è sempre opportuno verificare con attenzione la regolarità formale e sostanziale del verbale e solo dopo questa verifica pagare effettivamente la multa.
Verifica del verbale: se l’autovelox non è omologato la multa è nulla.
Prima di procedere al pagamento di una multa per eccesso di velocità rilevato da autovelox, è sempre opportuno effettuare una verifica approfondita del verbale. La sanzione è valida solo se il provvedimento rispetta tutti i requisiti formali e sostanziali previsti dalla legge.
In primo luogo occorre controllare la regolarità della notifica, che deve avvenire entro i termini di legge: la Polizia Municipale deve consegnare il plico per la notifica all’Ente entro 90 giorni dalla infrazione,
E’ fondamentale far attenzione alla regolarità tecnica dell’accertamento, con specifico riferimento alla omologazione e alla taratura periodica dell’autovelox. Il verbale deve consentire al cittadino di comprendere quale dispositivo è stato utilizzato, se esso risulta omologato e se è stato sottoposto a verifiche di funzionalità e precisione (taratura). In mancanza di tali presupposti, l’accertamento potrebbe risultare viziato e quindi inidoneo a produrre effetti sanzionatori.
Proprio per questo motivo, prima di pagare, è sempre consigliabile far esaminare la multa da un professionista, poiché il pagamento immediato comporta sempre la rinuncia definitiva a qualsiasi possibilità di contestazione.
Su questi punti si giocano le principali tutele per gli automobilisti: molte sanzioni vengono infatti elevate utilizzando apparecchiature che non rispettano integralmente i requisiti richiesti dal Codice della Strada e dalla normativa di attuazione.
Autovelox non omologato: la Cassazione ribadisce che la multa è nulla
Abbiamo parlato anche su altri articoli dell’omologazione degli autovelox, che è oggi un tema fondamentale sulla regolarità delle sanzioni elevate dalla Pubblica Amministrazione.
La Suprema Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 26521 del 01.10.2025, la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione ha ribadito in modo inequivocabile un principio ormai consolidato: gli accertamenti di velocità effettuati con autovelox non omologati sono illegittimi.
Nel caso esaminato, il verbale era stato elevato per violazione dell’art. 142 del Codice della Strada utilizzando un dispositivo soltanto approvato dal Ministero, ma non omologato. Il Tribunale ed il Giudice di Pace avevano inizialmente ritenuto sufficiente la sola approvazione, ma la Cassazione ha annullato la sanzione, chiarendo che approvazione e omologazione non sono concetti equivalenti.
La Suprema Corte ha ricordato che l’art. 142, comma 6, del Codice della Strada ammette come fonte di prova solo le apparecchiature “debitamente omologate” e che il Regolamento di esecuzione distingue in modo netto i due procedimenti. L’omologazione rappresenta un passaggio tecnico-giuridico ulteriore e indispensabile, poiché certifica la conformità dello strumento e la sua idoneità a produrre prove valide ai fini sanzionatori.
Questo orientamento era già stato affermato da precedenti pronunce e oggi può considerarsi stabile: senza omologazione, la multa da autovelox è nulla.
Perché la questione dell’omologazione è decisiva anche per i nuovi autovelox di Roma
Alla luce di queste decisioni, chi riceve una multa dai nuovi autovelox della Tangenziale Est o di viale Isacco Newton deve prestare particolare attenzione all’omologazione. Molti Comuni utilizzano dispositivi che risultano solo approvati, ritenendo erroneamente che ciò sia sufficiente. La giurisprudenza di legittimità ha invece chiarito che in assenza di omologazione la sanzione non può reggere.
È quindi essenziale verificare se nel verbale e nella documentazione tecnica dell’apparecchio sia effettivamente presente un decreto di omologazione e se siano rispettati anche i requisiti relativi alla taratura periodica, altro elemento indispensabile per la validità dell’accertamento.
Le multe seriali da autovelox possono essere illegittime
Il Comune di Roma dispone di 90 giorni per notificare la multa per eccesso di velocità, con la conseguenza che spesso gli automobilisti si rendono purtroppo conto dopo mesi delle numerose violazioni sistematiche – soprattutto in casi di nuovi autovelox – trovandosi a fronteggiare una serie infinita e costosa di verbali con pericolo di decurtazione dei punti e sospensione della patente.
Con i nuovi autovelox installati sulla Tangenziale Est e viale Isacco Newton occorre fare ancora più attenzione, poichè percorrendo quotidianamente il medesimo tratto stradale – ad esempio per recarsi al lavoro – si rischia la contestazione di numerose infrazioni, cosiddette “multe seriali”, tutte rilevate dallo stesso dispositivo e notificate cumulativamente solo dopo diversi mesi.
Anche questa modalità di accertamento è stata più volte ritenuta illegittima dalla giurisprudenza di merito, poiché svuota la sanzione della sua funzione preventiva ed educativa, trasformandola in uno strumento meramente punitivo. L’assenza di contestazione immediata o di una notifica tempestiva della prima infrazione impedisce infatti al conducente di rendersi conto dell’errore di guida e di correggere la propria condotta. In tali casi, la reiterazione delle violazioni non dipende da una volontà di reiterare l’illecito, ma dalla mancata conoscenza della prima sanzione.
Numerose decisioni dei Giudici di Pace hanno affermato che, in presenza di accertamenti seriali effettuati con autovelox sullo stesso tratto e notificati solo a distanza di tempo, può ritenersi legittima esclusivamente la prima multa in ordine cronologico, con conseguente annullamento di tutte le successive.
Questo orientamento si fonda sul principio secondo cui la funzione della sanzione amministrativa, analogamente a quella penale, non può esplicarsi se il destinatario non viene messo tempestivamente in condizione di comprendere l’errore commesso e di adeguare la propria condotta di guida.
Per chi percorre quotidianamente le stesse strade controllate da autovelox, il tema delle multe seriali è quindi di assoluta importanza. Anche in presenza di notifiche formalmente tempestive entro i 90 giorni previsti dal Codice della Strada, la contestazione di una pluralità di sanzioni identiche può risultare illegittima se risulta evidente l’assenza di una reale funzione dissuasiva, mettendo unicamente al primo posto solo lo scopo di lucro. In questi casi, una valutazione legale mirata può consentire l’annullamento delle sanzioni successive alla prima, con un risparmio economico spesso molto significativo.
Come tutelarsi dopo una multa da autovelox a Roma
Dopo le più recenti pronunce della Corte di Cassazione, è ancora più importante non affrontare con superficialità una sanzione per eccesso di velocità.
Far valutare il verbale da un avvocato esperto in multe, autovelox e sanzioni amministrative consente di verificare se l’accertamento è stato eseguito nel rispetto della legge e, in caso contrario, di proporre ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace entro rispettivamente 60 giorni o 30 giorni dalla notifica della sanzione.
Pagare subito senza controlli può significare rinunciare a una tutela che oggi la giurisprudenza riconosce in modo chiaro agli automobilisti.
Informarsi è il primo passo per difendersi
I nuovi autovelox a Roma stanno già producendo migliaia di multe e continueranno a farlo nei prossimi mesi. Essere informati sulla loro presenza è importante, ma lo è ancora di più sapere che non tutte le sanzioni sono automaticamente valide. La verifica della regolarità del verbale, e in particolare dell’omologazione del dispositivo, rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela dei propri diritti.
Se hai ricevuto una multa da autovelox sulla Tangenziale Est o su viale Isacco Newton, prima di pagare fermati e controlla: potresti avere diritto all’annullamento della sanzione, inviaci il verbale via email: info@andreacenti.it
